Lucca 2017: Reportage completo degli incontri con Taiyō Matsumoto

Il resoconto degli incontri con Taiyō Matsumoto all'ombra della Torre Guinigi

di bob71

Uno degli autori giapponesi più attesi dell'edizione di Lucca Comics & Games appena trascorsa è stato sicuramente Taiyō Matsumoto, già Premio Eisner con Tekkonkinkreet e vincitore del Gran Guinigi nel 2016 con la serie Sunny. Il timido e flemmatico sensei è stato accolto con calore dai suoi numerosi fan, ufficialmente celebrato con una mostra a Palazzo Ducale e protagonista di numerosi incontri e conferenze, fra cui il tradizionale Press Cafè della stampa specializzata, lo Showcase di disegno dal vivo, svariate sessioni di autografi presso lo stand di J-Pop Manga, e un’esclusiva Masterclass dedicata a una ristretta cerchia di selezionati fra studenti d’arte, fumettisti ed esperti del settore.

AnimeClick.it era presente a tutti gli appuntamenti e di seguito ve li presentiamo in un succoso reportage.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Press Cafè

Il consueto appuntamento con la stampa specializzata tenutosi presso la Camera di Commercio di Lucca, Giovedì 2/11

Presentatore: Buongiorno a tutti. Ringrazio il sensei per aver acconsentito ad incontrare i giornalisti e gli addetti del settore qui a Lucca Comics & Games. Il sensei ha vinto il Gran Guinigi l’anno scorso e quest’anno è fra gli ospiti della mostra che si tiene al Palazzo Ducale. La prima domanda è: ha visitato la mostra? Le è piaciuta?

Taiyō Matsumoto: Grazie per avermi invitato. Non ho ancora visitato la mostra, ma mi riprometto di farlo nel prossimo pomeriggio.

Il suo stile si distacca dalla tradizione del manga giapponese e accoglie influenze internazionali. Quali sono quelle principali?

All’inizio della mia carriera mi ha colpito tantissimo lo stile di Otomo Katsuhiro. Quasi trent’anni fa, quando sono andato in Francia per documentarmi sulla Parigi-Dakar, ho avuto l’occasione di imbattermi in Moebius ed Enki Bilal, che hanno influenzato molto la mia opera.

Lei ha citato Otomo ma anche Seiki Tsuchida mi sembra che abbia avuto una grande influenza. Volevo sapere quali opere ha letto per prime di questi due autori? Come hanno influenzato, oltre allo stile, il suo modo di realizzare manga? Come si rapporta nei loro confronti?

Otomo è più grande di me, è una persona che stimo tantissimo, ho sempre sognato di diventare un mangaka come lui. Mentre Tsuchida è più giovane di me e la prima volta che ho visto una sua opera sono rimasto scioccato dalla sua bravura, l'ho anche sognato di notte per quanto fosse bravo. L’ho incontrato trent’anni fa ed è perfetto, tutto, la sua tecnica, le sue storie, lo stimo tantissimo. Purtroppo cinque anni fa è venuto a mancare e questo mi ha demotivato molto nel mio lavoro.

Ci può parlare dello stile di disegno in Sunny?

Quando ero giovane cercavo sempre di mettere in luce il contrasto e la lotta nelle mie opere (come ad esempio in Tekkonkikreet o in altre mie opere di anni fa), mentre invece in Sunny ho voluto descrivere sentimenti più tenui, forse mi è venuta voglia di disegnare diversamente per via dell'età, col tempo si cambia, per questo adesso vorrei disegnare in un modo molto semplice e profondo.

Come mai fra tanti sport proprio il ping pong come tema per un manga?

Come sapete in Giappone c’è moltissima competizione fra mangaka, è difficile per i giovani fumettisti trovare spazio e imporsi su una rivista. Un giorno l'editor mi ha fatto la proposta di fare un manga sportivo e sono andato alla ricerca di uno sport che si prestasse al disegno. Il ping pong l'ho notato subito per la sua bellezza estetica, ho avuto subito l'idea che questo sport fosse adatto a un manga, lo si può esprimere perfettamente su tavola.

Quali sono le caratteristiche di uno sport per essere trasportato in un manga?

In Giappone è molto popolare il baseball, e credo che sia molto adatto al manga perché ci sono tante pause durante il gioco, invece nel calcio, per esempio, c’è sempre movimento ed è più difficile da disegnare. La scherma secondo me è adatta ed è bellissima e poi un'altra disciplina adatta è il bowling, che fra l’altro amo giocare.

Cosa pensa delle trasposizioni animate delle sue opere, in riferimento al lungometraggio Tekkonkinkreet di Michael Arias e alla serie Ping Pong the Animation di Masaaki Yuasa?

Sono molto contento e soddisfatto di aver lavorato con questi due registi. Mike è un mio carissimo amico da molto tempo, da prima che cominciasse a lavorare sulla versione animata del mio manga, lui è bravissimo a lavorare sui colori e mi piace la sua filosofia. Yuasa, il regista di Ping pong, anche lui è un mio carissimo amico ed anche lui è bravissimo nel suo lavoro. Per tutti e due non ho dato mai condizioni o richieste particolari, li ho lasciati lavorare tranquillamente perché mi fido di entrambi, manga ed animazione sono due cose molto diverse, ognuna ha una propria anima, non ho mai fatto paragoni e sono sempre stato contento e soddisfatto da questi lavori.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics Ph. AnimeClick.it

Lei ha creato un altro manga sportivo, Zero, sul pugilato. Com'è nato questo progetto? ha avuto qualche riferimento da altri manga spokon sul pugilato?

Conoscete Rocky Joe e Forza Sugar? (dopo la risposta affermativa dei presenti, si meraviglia che in Italia si conoscano questi manga così datati, n.d.r.) sono entrambe storie sulla boxe e loro hanno raccontato moltissime cose, hanno espresso tantissimo, ho semplicemente cercato di fare qualcosa che non fosse già stata fatta da loro, ho cercato una strada che non era stata ancora percorsa. Sono manga storici, già sviscerati e volevo fare qualcosa di nuovo, prendere la boxe da un altro punto di vista.

È stato difficile trovare questa nuova prospettiva?

Negli spokon di solito si racconta di un giovane che vince e diventa campione, ed è esattamente quello che voleva il mio editor, ma io volevo raccontare un uomo di 30 anni che migliora col tempo e diventa campione. Abbiamo litigato molto e sicuramente è stato molto difficile.

Ci può dire se legge attualmente manga, e se ce n’è qualcuno che apprezza particolarmente?

Alcuni mangaka mi interessano e mi incuriosiscono in particolar modo e sono: Tsuchika Nishimura, Natsujikei Miyazaki, Haruko Ichikawa e Keigo Shinzo. Li apprezzo perché sanno esprimere la storia in modo poetico, nello stesso tempo ne sono geloso per quanto siano bravi.

Qual’è la sua percezione del mercato europeo e in special modo italiano riguardo ai suoi lavori?

Il fatto che in Italia ci siano miei lettori mi rende molto felice. Le due opere che sono state pubblicate qui in Italia, Tekkonkinkreet e Sunny, sono completamente diverse come carattere, ma sono entrambe come miei figli. La prima è come un bambino problematico e difficile, Sunny invece ha dei sentimenti e degli affetti più profondi, ma sono entrambi molto importanti per me. Ringrazio J-Pop Manga per aver portato qui le mie opere e per avermi fatto incontrare i lettori italiani a Lucca.

Lei lavora con un unico assistente. In che misura prende parte alla stesura delle tavole? Si tratta di un apporto a livello puramente grafico o interviene anche sulla sceneggiatura?

È da trent’anni che lavoro come mangaka, e la mia assistente è sempre stata mia moglie, lei mi aiuta tanto. In che misura lei collabora alla mia opera dipende dall'opera stessa. Per esempio, per l'ultimissimo manga appena pubblicato, Louvre no Neko, mia moglie ha disegnato quasi metà dell'opera. Mentre per Sunny ho raccontato la mia vita d’infanzia, ho fatto quasi tutto io: Comunque lei mi aiuta sempre. In generale parlo sempre con mia moglie, prima pianifichiamo la storia, poi ci mettiamo a lavorare allo storyboard e infine ai disegni.

Cosa ha provato il sensei nel vedere quanto sia seguito qui in Italia?

Per me è stato un momento molto emozionante, io sono un po' timido ed un'occasione simile non capita spesso, sono contento di vedervi.

Quali altre discipline artistiche trovano un ruolo nella sua produzione o nella sua vita d'artista?

Amo i film, ho visto recentemente Blade Runner, ma anche Shining mi ha influenzato tantissimo.

Ha citato Moebius e Enki Bilal, due autori che spesso parlano di un futuro molto cupo. Perché proprio questi due autori? Ha mai pensato a manga di fantascienza?

Come ho detto prima, ho incontrato questi due fumettisti importanti in Francia trent’anni fa, allora non li conoscevo per nulla ed in francese non riuscivo neanche a leggere, quindi guardavo solo i disegni. Sono stato davvero rapito dai disegni, erano bellissimi, anche se vi si esprimeva un futuro cupo, ho trovato una certa bellezza e luce nei disegni. Adesso sono tradotti anche in giapponese e li capisco molto meglio ma per lo più mi hanno colpito i loro disegni.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics Ph. AnimeClick.it

Masterclass

Seminario di disegno dal titolo "Taiyō Matsumoto e la creazione della tavola" tenutosi presso l'Area Pro, Biblioteca Civica Agorà, Venerdì 3/11.

Nella piovosa giornata di venerdì a Lucca Comics & Games, una ventina fra studenti d’arte, fumettisti e specialisti del settore, hanno preso parte alla masterclass presieduta da Taiyō Matsumoto, organizzata da Andrea Cattani di J-Pop Manga nella suggestiva cornice di una chiesa sconsacrata. Il seminario verteva sul tema della progettazione della tavola e il sensei ha creato sul momento, davanti ai presenti, una storia breve di quattro pagine, spin-off di Sunny, ambientata in Toscana con i tre personaggi principali. Dopo qualche indecisione a livello organizzativo, il maestro si è coraggiosamente cimentato su un supporto verticale, del tutto inusuale per il suo modus operandi, e con dei fogli troppo grandi e inadatti agli inchiostri diluiti. Ad ogni modo l’idea partorita dalla sua mente si è confermata molto dolce e poetica, una scena delicata nel più puro stile Sunny. Vi si vede Haruo che lancia un aeroplanino di carta dalla sommità della torre di Pisa; questo, in una sequenza di vignette panoramiche, vola attraverso il soleggiato cielo italiano e arriva fino a Lucca dove, a sorpresa, va a infilarsi nella folta chioma di Junsuke.

Durante l’esecuzione delle "tavole" il sensei e i suo editor, il signor Oda, coadiuvati da Jacopo Costa Buranelli e dalla traduttrice giapponese Hitomi, hanno avuto modo di interloquire con i seminaristi, rispondendo a domande e sollecitazioni nel question time, che riportiamo di seguito.

Jacopo Costa Buranelli: Buongiorno, grazie per essere intervenuti a questo workshop esclusivo del maestro Matsumoto. Avete tutti un’infarinatura di disegno per cui potrete prendere appunti. Il maestro cercherà di illustrarci il processo creativo nella realizzazione della tavola partendo da zero fino all’inchiostrazione. Ad accompagnarlo c’è il signor Oda, editor del maestro Matsumoto (ma anche di Naoki Urasawa), e a lui potremo fare delle domande sul mondo dell’editoria giapponese e sul loro rapporto con gli artisti.

Taiyō Matsumoto: Oggi vi farò vedere come di solito lavoro. Pensavo che ci fosse il monitor ma purtroppo non ce l’abbiamo. È la prima volta che disegno su una pagina così grande e in verticale. Procederò con lo storyboard...

Jacopo Costa Buranelli: Il maestro Matsumoto non usa il computer, non l’ha mai fatto. Ha lavorato solo una volta con uno sceneggiatore. Il suo lavoro da quasi vent’anni è supportato da sua moglie che oltre ad essere assistente è anche una nota mangaka in Giappone.
 
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Per Oda: Quali sono le linee guida per per scegliere un autore da pubblicare e quali passi un nuovo autore deve fare per essere pubblicato?

Oda: In Giappone abbiamo tante riviste di manga, in ognuna abbiamo circa venti opere diverse. La rivista di cui mi occupo pubblica ogni due settimane e cerco sempre opere di genere che non sono mai stati pubblicati. Su una rivista c’è di tutto, storie di sport, mistery etc. e cerco sempre nuovi argomenti e tematiche. Quando ho a che fare con un nuovo mangaka, cerco di tirargli fuori le idee e i soggetti più originali. Tendo a privilegiare l’originalità delle storie.

Dopo aver finito lo storyboard il maestro Matsumoto procede con alcuni dettagli a matita.

Jacopo Costa Buranelli: L’arte di Matsumoto è stata molto influenzata dagli autori occidentali, ha anche passato un periodo in Francia per documentare un suo progetto. Dal punto di vista nipponico è stato influenzato da Otomo Katsuhiro, l’autore di Akira. Per quanto riguarda un punto di riferimento occidentale possiamo individuare Moebius, soprattutto nelle parti più oniriche e astratte.
Matsumoto in Italia è pubblicato con due opere molto diverse tra loro: Tekkonkinkreet, che risale a più di dieci anni fa, e Sunny, molto più recente. Ieri durante la visita guidata alla sua mostra, ha raccontato che i due lavori pur così lontani nel tempo hanno una sorta di complementarietà. Tekkonkikreet appartiene ad un periodo della sua vita in cui la fase creativa era fatta di grandi contrasti interiori. Kuro e Shiro significano Nero e Bianco e c’è un continuo dualismo all’interno dell’opera, e un’attenzione che viene risolta in Sunny, in cui c’è l’accoglienza in un casa famiglia, quindi i legami spezzati vengono risolti attraverso la quotidianità. 
Sempre parlando delle sue opere, il titolo Sunny certamente si rifà al veicolo abbandonato in cui i bambini si rifugiano per dimenticare e per vivere momenti preziosi, ma rappresenta anche la speranza, il calore e la luminosità del sole, più ottimistica e rassicurante.


Qual’è l’idea che l’ha spinta a parlare dell’infanzia abbandonata?

Taiyō Matsumoto: Da piccolo ho vissuto per un periodo lontano dai miei genitori, quindi in Sunny ho voluto raccontare la mia storia. Mentre in Tekkonkinkreet ho voluto rappresentare i sogni che avevo durante la mia permanenza in una casa famiglia.

Jacopo Costa Buranelli: Durante le tante interviste a cui il maestro è stato sottoposto, molte domande vertevano sul discorso della casa famiglia, e con molta eleganza ha sempre risposto che Sunny è al 75% una vicenda autobiografica.

Riallacciandomi al discorso di Sunny, ho notato un frequente uso dell’acquerello. Mi chiedevo come il maestro procedesse per quanto riguarda la tecnica da usare in rapporto alle differenti scene del manga.

Taiyō Matsumoto: Il mio stile è il frutto di un’evoluzione durante il corso della mia carriera. L’acquerello, o meglio le chine molto diluite, derivano dall’influenza che hanno avuto su di me i quadri tradizionali dell’epoca Edo, una tecnica che deriva dall’antica Cina.
 

Quanto l’editor interviene sul lavoro di un mangaka?

Taiyō Matsumoto: Di solito lavoro su una tavola relativamente piccola. Sottopongo il bozzetto all’editor per sapere la sua opinione, e lui mi da dei suggerimenti. A volte gli piace tutto ciò che gli propongo, a volte discutiamo.

Oda: In generale il mangaka mi manda lo stoyboard via fax. La mia regola è di elencare dieci pareri positivi e complimenti, per confortarlo sul lavoro fatto, poi, se ci fossero cose da modificare ne parliamo e parte il confronto. Il rapporto è di 10 complimenti contro tre critiche.

Jacopo Costa Buranelli: Com’è stato il rapporto fra loro due, hanno discusso molto o è andato sempre tutto liscio?

Oda: Quando il maestro ha lavorato su Tekkonkinkreet è stato il mio capo a occuparsi di lui. In realtà ho cominciato a lavorare con il sensei con la nuovissima opera I gatti del Louvre, appena uscito in Giappone. Come avrete notato, Matsumoto sensei è una persona molto tranquilla e ragionevole e possiamo scambiarci opinioni senza troppi problemi. Abbiamo un ottimo rapporto. Però nel passato ho avuto dei maestri molto difficili e ci sono state molte tensioni.

Taiyō Matsumoto: Quando ero giovane avevo un editor molto più anziano di me, e all’epoca esternavo le mie opinioni senza peli sulla lingua e questo portava a dei forti litigi. Ma oggi che sono più adulto sono un po’ più ragionevole e non trovo corretto impormi con gli editor più giovani. L’età ha lenito i bollenti spiriti delle prime opere.

Nell’ambito della redazione di una rivista, con quale metodo si assegna un editor ad un particolare maestro?

Oda: Nella nostra redazione abbiamo un responsabile di reparto, ed è lui che decide chi si deve occupare di un autore, spesso lo si assegna in base all’affinità di carattere. Ci sono tanti aspetti della personalità dell’autore che vengono tenuti in conto. Quindi non è soltanto una questione tecnica ma è soprattutto una questione psicologica di tipo personale. A volte diamo pareri e interveniamo sulla sceneggiatura.

Quante ore dedica all’idea di base, quante allo storyboard, quante alla tavola etc.?

Taiyō Matsumoto: Quando ero giovane lavoravo come un pazzo. Dormivo solo tre ore al giorno e non mangiavo. Mi nutrivo di barrette Calorie Mate. Ero pazzo. Adesso non sono più giovane ma lavoro in media 15 ore al giorno. Creo in media trenta tavole al mese, nella prima settimana creo lo story board, nelle altre due disegno a matita, e nell’ultima ripasso la china.

C’è un’opera di Moebius che l’ha influenzata più delle altre

Taiyō Matsumoto: Mi piace tantissimo Arzach. Ventitre anni fa ho incontrato Moebius e stavo per piangere.
 
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Come mai ha abbandonato l’uso del retino?

Taiyō Matsumoto: Da giovane lo usavo spesso, delegandolo ai miei assistenti, ma dieci anni fa l’ho abbandonato. Oggi al suo posto uso l’inchiostro diluito.

Abbiamo visto che sta traendo spunto dalle foto per gli sfondi. Quanto le usa normalmente nel suo lavoro quotidiano? Usa materiale d’archivio?

Taiyō Matsumoto: In genere scatto io stesso le foto per gli sfondi. A volte le prendo dal web chiedendo l’autorizzazione.

Oda: Come sapete c’è il problema del Copyright, quindi preferisce scattare da sé le foto, ma a volte vengono incaricati gli stessi editor, quando i maestri sono particolarmente impegnati.

Per I Gatti del Louvre, siete andati entrambi al Luovre?

Oda: Siamo andati al museo di martedì, perché in quel giorno è chiuso. Abbiamo anche chiesto l’autorizzazione per girare all’interno del museo di notte, e il maestro ci è andato accompagnato dal custode.

Taiyō Matsumoto: Abbiamo creato una storia sui gatti e sappiamo quanto questi siano animali molto notturni. Ho voluto conoscere il custode perché nella storia c’è un personaggio simile.

Signor Oda, le è mai capitato di suggerire del materiale extra per un progetto particolare (ad es. film, libri etc.)?

Oda: Naturalmente sì, a volte mi è capitato anche di suggerire di andare a teatro per degli spettacoli di prosa. Per esempio a Rumiko Takahashi piace molto il teatro e spesso ci andiamo insieme.

Volevo sapere se il maestro è stato ispirato da qualche pittore.

Taiyō Matsumoto: Sì, da Egon Schiele. Ma anche da un illustratore americano che si chiama Ben Shawn. Vi suggerisco di ricercarlo qualora non lo conosceste.

Signor Oda, dopo questa esperienza lucchese, cosa pensa del mondo del fumetto non manga?

Oda: Nel manga giapponese è molto importante la storia, mentre invece nei fumetti europei prevale il disegno. Ho notato questa differenza.

Signor Oda, cosa pensa del fumetto indipendente europeo e del fenomeno delle autoproduzioni, ce ne sono anche in Giappone?

Oda: Come ho detto prima in Giappone abbiamo tante riviste e quindi abbiamo più opportunità di presentare nuovi progetti ai lettori. Scoprire nuovi talenti è importante, ogni settimana ci mettiamo a vagliare il materiale che arriva in redazione per scoprire nuovi talenti. Questo aiuta tantissimo il mercato. In Giappone ci sono le doujinshi. Ma il fenomeno è più focalizzato sul digitale e sul web. Anche come rivista pubblichiamo sul web se opere debuttanti, per avere un feedback immediato dai lettori.

Conosce Hugo Pratt? Corto Maltese è stato il primo fumetto italiano ad essere riconosciuto come letteratura in Francia.

Taiyō Matsumoto: L’ho sentito nominare per Corto Maltese. Accetterò il suggerimento di approfondirne la conoscenza.
 
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Jacopo Costa Buranelli: Una leggenda vuole che per anni i francesi abbiano considerato Hugo Pratt come francese.

Taiyō Matsumoto: Ieri ho fatto un giro nei padiglioni e mi sono imbattuto in un autore italiano, Fabio Visentin. Parla di un gatto che morendo ritorna nel mondo dei vivi, a casa sua, come spirito. Mi ha colpito molto e ci siamo scambiati i rispettivi volumi.

Volevo chiedere a Oda: come editor qual’è stata la sua fatica più grande?

Oda: 20th Century Boys, che è ambientato nell’epoca Showa, dal 1960 in poi. Urasawa, mi chiese delle fotografie di un tipico Snack Bar di quegli anni, con il karaoke etc. Sono dovuto andare dopo il lavoro in uno di questi posti e ho dovuto scattare delle fotografie di nascosto, perché nessuno voleva farsi ritrarre. Ho anche fatto il karaoke, per giustificare la mia presenza. Ho avuto molte difficoltà. Inoltre alla fine il maestro Urasawa mi ha detto che neanche una delle foto andava bene per lui. Ma questo non ditelo al maestro se un giorno dovesse venire a Lucca (ride).

Taiyō Matsumoto: Un giorno il maestro Urasawa mi ha confessato di essere la persona più triste del mondo perché aveva fatto una ricerca su internet scrivendo “a chi piace Urasawa?” che non aveva prodotto nessun risultato. Ma questo rimanga tra noi! Comunque credo che al maestro Urasawa piacerà che in questo momento stiamo parlando di lui. Mi piace molto.

In Giappone le tavole originali, esiste un mercato?

Oda: In genere le tavole rimangono all’autore. Sono difficili da trovare sul mercato. Ma capita che qualche mangaka esperto possa regalare a un suo amico una tavola refusa (con degli errori) e poi questa entra in un giro commerciale. Ho avuto molte richieste dalla Francia di vendere le tavole originali.

Jacopo Costa Buranelli: La figlia di Kamimura Kazuo, tiene vicino a casa sua un archivio con tutto il materiale del maestro. Anche la roba di Sanpei Shirato è tutta archiviata. Dipende dall’autore.

Oda: Per la prima volta vedo lavorare il maestro! Di solito mi sottopone gli storyboard già pronti.

Taiyō Matsumoto: Non sono molto contento del risultato di questo lavoro, di solito lavoro su una scrivania e su fogli piccoli. Però mi sto divertendo molto con voi.
 
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Quali sono i suoi orari preferiti per disegnare?

Taiyō Matsumoto: Quando ero giovane lavoravo sempre, non avevo orari. Da quando ho dovuto seguire un corso di inglese ho dovuto adattarmi, cominciavo alle 8:00 e proseguivo fino alle 2:00, nel mezzo andavo al corso. Mia moglie invece non ha orari fissi, lavora seguendo le sue inclinazioni. In Giappone c’è un servizio di corrieri h24, per cui puoi gestire le consegne a qualsiasi ora. Cerco di consegnare sempre di notte perché di solito lavoriamo di giorno.
Non tutti gli editor giapponesi sono bravi come Oda san. Io sono fortunato, lui è molto attento. Spesso succede che gli autori scelgono gli editor per la loro bravura.


Oda: Ce la metto tutta ma anch’io spesso faccio degli errori. Per esempio in occasione del compleanno di Rumiko Takahashi ho predisposto un mazzo di fiori da mandarle in regalo, ma per errore lo stavo facendo consegnare la mattina, quando lei di solito dorme. Me ne sono accorto in tempo e ho telefonato subito al corrierre per cambiare orario di consegna.

Per Oda, quali sono i suoi orari preferiti per lavorare?

Oda: In generale in Giappone gli editor vanno a lavorare verso mezzogiorno e staccano a mezzanotte e oltre. Di mattina non c’è quasi nessuno in redazione.

Jacopo Costa Buranelli: una volta ho visitato la redazione di una rivista della Square Enix e ricordo di aver notato delle brande in redazione per chi rimaneva a dormire per la notte.

Oda: Anch’io ho il mio sofà preferito in caso di emergenza.

Qual’è la fase del suo lavoro che la diverte di più?

Taiyō Matsumoto: Mi piace tanto la fase a matita dopo lo storyboard. Spesso per creare lo storyboard discuto con mia moglie e passo molto tempo a litigare in questa fase creativa. Quando comincio a disegnare mi sento più rilassato. In effetti in Giappone pochi mangaka fanno la colorazione e sanno dipingere, faccio fatica a trovarne di bravi in questo campo.

Qual’è la sua opera preferia fra i suoi lavori?

Taiyō Matsumoto: Bellissima domanda. Avrei voluto dire I gatti del Louvre, ma probabilmente Sunny è la più importante perché mi tocca più da vicino.

La città di Tekkonkinkreet è ispirata a una vera città o è completamente inventata?

Taiyō Matsumoto: Ho creato una città mescolando elementi diversi tratti da Yokohama, la città in cui vivo, e da Hong Kong.

Per concludere l’incontro il maestro illustra la sequenza delle tavole che ha disegnato, affermando di preferire i primi piani rispetto alle figure intere: nelle vignette si vede Haruo che lancia un aeroplanino di carta dalla sommità della torre di Pisa; questo, in una sequenza di inquadrature panoramiche, vola attraverso il soleggiato cielo italiano e arriva fino a Lucca dove va a infilarsi nella folta chioma di Junsuke.

Taiyō Matsumoto: Mi è piaciuto molto stare qui con voi, grazie!
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Showcase

Tradizionale appuntamento dedicato al disegno dal vivo, tenutosi presso la sala Tobino del Palazzo Ducale, Sabato 4/11.

Presentatore: Siamo orgogliosi di avere tra noi il maestro Taiyo Matsumoto. Benvenuti e grazie di essere presenti.
Ricordiamo che il maestro si è aggiudicato il Gran Guinigi a Lucca e il Premio Micheluzzi al Napoli Comicon. Lo accompagnano il suo editor, il signor Oda, editor, e l’interprete, Hitomi.
Ci racconta la sua tecnica di disegno abituale? Qual’è il primo passaggio?


Taiyō Matsumoto: Adesso sto lavorando per una rivista mensile. In genere prima faccio lo storyboard, poi comincio a disegnare e infine inchiostro e coloro.

Come lavora per scrivere un sceneggiatura? Cosa c’è prima del disegno

Taiyō Matsumoto: Da molti anni lavoro con mia moglie e discutiamo insieme la sceneggiatura. Ora, per questa rivista mensile, ad ogni capitolo ci riuniamo e facciamo insieme lo storyboard e così andiamo avanti. Di solito disegno come sto facendo adesso, tranne per il fatto che ora sono un po emozionato, per me è difficile disegnare davanti al pubblico, ma cercherò di abituarmi.

La sua formazione è stata influenzata dall’Europa, anche in riferimento all'uso del colore. Volevo chiedere dell’influenza che ha avuto nel suo stile.

Taiyō Matsumoto: A vent’anni sono andato in Francia per documentarmi sulla Parigi-Dakar, e ho avuto l’occasione di imbattermi in Moebius ed Enki Bilal, che hanno influenzato molto la mia opera.

In Tekkonkinkreet si percepisce un po’ lo spirito punk di Garage Ermetico (Major Fatale).

Taiyō Matsumoto: L’opera di Moebius che più mi ha colpito è Arzach, per gli spazi e la dimensione onirica. Stimo tantissimo Moebius perché sa esprimere tutti i sentimenti, fra cui l’eros e la violenza.
Scusate se sono molto concentrato sul disegno, non abbiamo tanto tempo e devo cercare di finire in tempo.


Com’è nato il rapporto tra lei e Yuaasa? Lei si è inserito nella lavorazione dell’anime di Ping pong?

Taiyō Matsumoto: Quando ho avuto la proposta da Yuasa sono stato contento perché mi piace molto come regista. Ho avuto tante proposte di trasposizione delle mie opere. In Italia non è ancora uscito, ma ho disegnato anche Takemitsu Zamurai, e forse verrà trasposto in animazione, non è ancora certo ma l’idea è tuttora al vaglio.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Sono innamorato del disegno di Takemitsu Zamurai, che si discosta da quello di altre sue opere. A cosa si è ispirato nello stile di disegno?

Taiyō Matsumoto: Cerco sempre di cambiare stile di disegno in base alla storia. In questo caso ho fatto rifrimento ai quadri ukio-e.

Durante l’incontro con la stampa lei ha affermato che il baseball si presta bene a una storia manga. Le piace il maestro Adachi? Ha in programma una storia sul baseball?

Taiyō Matsumoto: Mi piace tantissimo il maestro Adachi, ho letto tutto di lui. Esprime grandi emozioni e bei movimenti dinamici. In realtà ho già disegnato un manga sul baseball, il titolo è Straight (1988). Per il futuro non ne ho altre in programma. Ero molto giovane quando l’ho disegnato e non ne sono molto soddisfatto, vi pregherei di non leggerlo!

Il fondo ocra che ha appena realizzato fa parte del suo solito metodo di lavoro?

Taiyō Matsumoto: Innanzitutto preparo il colore di base della tavola, e già questo occupa quasi una giornata intera. In genere una pagina così la realizzo in circa quattro giorni e dovendo finire in un’ora sono un po preso dal panico, però mi sto divertendo!

Jacopo Costa Buranelli: Il maestro Matsumoto è venuto a Lucca con una mentalità molto aperta e con un atteggiamento predisposto ad imparare e a scambiare impressioni con gli altri fumettisti.

Presentatore: Spero che scopra qualcosa sul fumetto italiano

Jacopo Costa Buranelli: A milano ha comprato dei Tex e qui ha scoperto Hugo Pratt e Corto Maltese.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Pubblico: Quando ha avuto l’esigenza di raccontare la storia di Sunny e qual’è il motivo per cui ha deciso di raccontarla

Taiyō Matsumoto: Per un periodo della mia vita sono stato lontano dai miei genitori. Sin da quando ho debuttato o sempre voluto raccontare la mia storia, ma nello stesso tempo ho evitato perché avrei coinvolto tante altre persone che compaiono nel manga. Alla fine ho voluto comunque fissare questi ricordi in una storia.

Oda: Sono contento di aver visto il maestro incontrare altri fumettisti e opere europee. Volevo presentarvi alcuni libri che ha acquistato qui in fiera fra cui: Vivo e morto di David Prudhomme e Jeff Hautot, un libro di Lorenzo Mattotti con dedica e un libro di Fabio Visentin.

Taiyō Matsumoto: Incontrare artisti così bravi mi butta un po giù ma d’altra parte mi stimola.

Quali sono i personaggi in cui si è riconosciuto in Ping Pong?

Taiyō Matsumoto: Credo in Smile, per via del suo carattere da robot. Anche se ha attraversato momenti difficili non ha mai smesso di credere in sé.

Per Oda, qual’è il target di pubblico a cui sono rivolte le storie di Matsumoto, dal punto di vista dell’editor?

Oda: Non abbiamo un target ben preciso, ci siamo sempre proposti di riferirci a diversi tipi di lettori. Cerco sempre di allargare al massimo la fascia di lettori. Nella sua ultimissima opera, I gatti del Louvre, c’è arte, ci sono i gatti e poi c’è sempre lo stile del maestro che è molto amato dai suoi lettori.

Jacopo Costa Buranelli: Secondo me ne I gatti del Louvre ci sono tre elementi molto amati dal maestro Matsumoto: i gatti, che ama alla follia, l’arte e la Francia, con cui ha un rapporto particolare. Quello che gli riesce particolarmente bene nei suoi manga è proprio esprimere parte di sé stesso. A differenza del manga seriale a cui siamo abituati, in cui l’autore si deve confrontare costantemente con una fanbase che gli dà dei voti, con una rivista che chiede capitoli su capitoli etc., il maestro Matsumoto riesce a creare opere col cuore in mano, come è successo con Sunny e Tekkonkinkreet. Di conseguenza, avendo questa libertà di base, per noi non c’è un pubblico preciso, è come pubblicare letteratura. Mi ha riempito di orgoglio il fatto che in coda per gli autografi c’erano persone di tutte le età, dal ragazzino, magari attratto dal look street-punk di Kuro e Shiro, alla persona matura.

Presentatore: Salutiamo e ringraziamo il maestro Taiyō Matsumoto per il suo tempo e per la sua tavola che farà parte della preziosa collezione di Lucca Comics & Games.

Taiyō Matsumoto: Graze a voi!
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Love is all you need – Taiyo Matsumoto al Palazzo Ducale

Il fumetto europeo come ispirazione per le sue opere e la sua storia d’amore con la nona arte.

Quando ero piccolo adoravo i manga del maestro Osamu Tezuka. Al liceo ho scoperto le opere del grande Otomo e da questo incontro magico penso sia nata in me la voglia di disegnare manga. L’Europa l’ho scoperta a diciannove anni, quando sono stato a Parigi in occasione della Parigi-Dakar per raccogliere informazioni necessarie ad alcuni miei progetti. Durante quel viaggio ho occato con mano il fumetto occidentale, potrei dire direttamente alla fonte, e me ne sono subito innamorato. E posso ben dire che da questo punto di vista, i miei autori preferiti sono Moebius, Enki Bilal, Miguelanxo Prado, Nocolas de Crécy.

La strada del manga e i sogni nel cassetto.

Fin da piccolo mi piaceva leggere i manga e disegnavo, anzi scarabocchaivo sempre, anche se il mio sogno nel cassetto era diventare un giocatore di calcio professionista.
All’università mi sono iscritto a un circolo di manga e i miei compagni più grandi mi hanno insegnato come contattare le case editrici e soprattutto come disegnare. Sono riuscito a concludere un lavoro di sedici pagine e ho deciso di provare a presentarlo a un editore. Chi lo avrebbe mai detto che quelle sedici pagine sarebbero state il mio battesimo di mangaka?
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Il mondo dei bambini e la loro importanza espressiva.

Non c’è una finalità o una intenzione di fondo nella ia scelta di disegnare i bambini e di inserirli come protagonisti delle mie opere. Nel bene e nel male, i sentimenti e i miei ricordi d’infanzia mi conducono in questa direzione. Sono custoditi nella mia intimità e sono espressi attraverso il mio lavoro, il mio disegno.

Le emozioni che nascono da opere come Tekkonkinkreet e Sunny.

Quando disegno, mentre lavoro a opere come quelle citate, una parte di me pensa al lettore, a chi leggerà il libro che sta nascendo. Il pensiero che attraverso i miei manga qualcuno possa sentirsi bene, possa sentirsi meno solo o riceva un conforto di qualsiasi tipo è per me un elemento sicuramente importante. Eppure, non posso negare di disegnare soprattutto per me stesso.

Lucca e il viaggio in Italia.

Il fatto che ci siano persone che leggono i miei manga i Italia, un paese così lontano dal mio, mi meraviglia e mi rende molto felice. E vorrei approfittare di questa occasione, di questo importante viaggio a Lucca, per conoscere i lettori, gli autori e tutti gli aspetti della cultura italiana.
 
Taiyo Matsumoto @ Lucca Comics ph. AnimeClick.it

Nato nel 1967 a Tokyo, dopo aver coltivato la speranza di diventare calciatore professionista, Taiyō Matsumoto esordisce nel mondo del manga e si fa notare il Comic Open Contest. In seguito trascorre un lungo periodo in Francia, fondamentale per la maturazione del suo stile, eclettico nel panorama del manga.
Le sue opere hanno riscosso riconoscimenti in Giappone (tra i quali un Tezuka Osamu Cultural Prize e uno Shogakukan Manga Award) e nel mondo: Tekkonkinkreet ha vinto il premio Eisner come miglio fumetto straniero, e per due volte l’autore si è classificato tra i finalisti dell’Angouleme International Comic Festival.
La serie Sunny del 2015 gli è valsa un Gran Guinigi durante la quarantesima edizione di Lucca Comics & Games. È la storia, parzialmente autobiografica, di un gruppo di bambini con situazioni familiari difficili che vive in una casa famiglia. Per quanto descriva una realtà amara, lo sguardo di Matsumoto è capace di toccare vette di calore e umanità, confermando uno dei migliori cantori dell’infanzia mai espressi dal fumetto mondiale.


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